Home page

22/9/2020 12:10
Benvenuto
Ultimo accesso:

Commenti e opinioni

Luoghi di culto islamici - islamofobia bipartisan

A fronte della serietà espressa dagli amministratori tedeschi della CDU, da noi classificabili come democristiani o conservatori, delle città di Francoforte sul Meno e di Colonia , che hanno autorizzato, ai sensi di legge in vigore, la costruzione di moschee in collocazioni urbanistiche apprezzabili e accessibili utilizzando i mezzi pubblici, al contrario , nella piccola Brescia sia l'amministrazione PDL che l'opposizione del PD, visto che la Sinistra Arcobaleno si è astenuta, votano il diniego all’autorizzazione , già prevista peraltro, ad un allargamento degli spazi di culto della comunità islamica locale. Gli argomenti addotti sono sostanzialmente collegati alla poca disponibilità dei residenti a vedersi parcheggiare le auto dei fedeli nella strada di fronte a casa , oltre la diffusione di atteggiamenti preconcetti , ideologicamente sfruttabili , di allarmismo sociale . I sindaci di Colonia e di Francoforte sul Meno non sono arretrati di fronte agli attacchi strumentali di forze xenofobe esterne ed interne al loro partito.
Con queste scelte populiste, dettate da mero calcolo di consenso demagogico , senza alcun senso di responsabilità civile, viene calpestato il diritto costituzionale alla libertà di culto , che necessariamente prevede dei luoghi urbani di ritrovo comunitario. Infatti, invece di cercare una risposta urbanisticamente possibile, viste le miriadi di variazioni al PGT approvate ogni anno, si preferisce battere la strada della scusa delle strade invase dalle macchine dei fedeli . La penuria di parcheggi affligge non poche attività commerciali della città, ma non per questo si consiglia al bottegaio di turno di cambiare zona, magari fuori dai confini comunali.
La finta disponibilità a trovare soluzioni impossibili sta a sottolineare la pervicacia nel battere la strada della criminalizzazione e del pregiudizio: invece di promuovere uno sforzo congiunto per trovare delle soluzioni condivise, si mettono delle condizioni impossibili in modo da negare , in maniera neanche tanto dissimulata, un diritto costituzionalmente sancito.
L’affollamento caotico e “illegale” di alcune piazze della città nelle ore notturne , soprattutto a ridosso di feste e weekend , per la happy hour di rito, merita più tolleranza e benevola accettazione, da parte di residenti e fruitori della pubblica via, solo perché i girovaghi dal bicchiere mezzo vuoto sono italiani e non musulmani. E’ la conferma di una discriminazione palese nei confronti di tutto ciò che sa di islamico ; lo stillicidio di sottintesi o di sospetti continuano a deturpare,volutamente,ogni tentativo di inclusione delle comunità religiose islamiche nella società locale,sviluppando , al contrario, un sistema di frammentazione sociale , funzionale alla deriva populista in atto.
Tale atteggiamento non fa altro che aprire un ulteriore squarcio sulla diffusione permanente di atteggiamenti e provvedimenti amministrativi improntati all'illegalità: le scelte di atti illegittimi, sono basati sull'ideologia “nativista” imperante, per cui , i pieni diritti civili e soggettivi appartengono solo ai membri della tribù, (come non ricordare il “Blut und Boden”, Sangue e Terra, di nazista memoria); l'agire politico di molti organi decisionali e amministrativi del nostro paese si stanno orientando verso tali disvalori.
Pare che non vi sia alcuna autorità morale, neppure quella della Chiesa, spesso silente, in grado di invertire tale situazione indegna di un paese civile. Basta finanziare oratori e scuole cattoliche o quant'altro per stordire le coscienze. La norma vale solo per i sudditi, per i deboli , mentre il duca di turno e i suoi boiardi possono appiattire le norme sui propri interessi , economici o politici che siano, senza tener in alcun conto l'urgenza di garantire un bene comune, condiviso, in grado di generare coesione sociale a beneficio di tutti i cittadini.
Non basta un atto del Magistero Papale, quale l'Enciclica Caritas in Veritate, per inverare nel nostro paese, di fatto confessionalmente cattolico,almeno nella sua professione di fede labiale, una inversione, “conversione” , di tendenza nella gestione della vita pubblica e quindi del bene pubblico.
Le coscienze individuali si parametrano al comportamento collettivo vincente: il successo, la ricchezza, le veline , la prepotenza, il privilegio, la furbizia, l'imbroglio ; questi sono i “valori” su cui costruire la propria immagine, pur recitando il mantra della fedeltà alla chiesa cattolica, all'occidente cristiano ecc.
Cosa c'entri tutto questo con le moschee. C'entra, eccome, la diffidenza nei confronti dell'immigrazione e dell'universo islamico in particolare, cela proprio un senso di irresponsabilità civile che cozza contro sia i valori affermati dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Uomo, sia della Costituzione della Repubblica Italiana , sia della Dottrina Sociale della Chiesa.
Le amministrazioni di centrodestra del Nord Europa , pur con tutte le loro contraddizioni, responsabilmente perseguono una politica di inclusione sociale della numerosa comunità islamica, contrariando la diffusione di mere supposizioni o pregiudizi.
Il bipartisan, nel negare il diritto ad un luogo di culto, senza dare alcuna alternativa valida , equivale alla rinuncia “a prescindere” a uno stato di diritto, e, a forza di orientare gli italiani verso l’illegalità istituzionalmente tutelata, si consegna il paese alla barbarie e all’arbitrio.

Franco Valenti